Orvieto

ORVIETO  CITTA’  SENSORIALE

DA VEDERE…. DOVE SPOSTARE LO SGUARDO

DA GUSTARE…. DOVE ASSAPORARE

DA ODORARE….. DOVE METTERE IL NASO

DA TOCCARE….. DOVE SCOPRIRE CON MANO

DA ASCOLTARE… DOVE SENTIRE

 

DOVE SPOSTARE LO SGUARDO

RIEMPITEVI GLI OCCHI DI BELLEZZA

Orvieto soprattutto

Girando alla scoperta di una città come Orvieto  e dei suoi dintorni   bisogna imparare a “spostare lo sguardo”, abituarci a cogliere i dettagli, lentamente o “slow”, scoprire senza fretta l’anima della città attraverso i particolari che stanno davanti a noi. Guardando in alto si possono vedere i tanti  balconi e balconcini arricchiti da mensole-beccatelli di forme  e di materiali diversi, finestre di forma a bifora, lunette dipinte con stemmi o raffigurazioni religiose , particolari delle facciate dei palazzi storici, i mosaici luminosi ed unici al mondo del Duomo, le torri  che si alzano sopra i tetti verso il cielo (Del Moro, Del Maurizio, Pollidori,  la torre a dodici lati della Chiesa  di S. Andrea , Ranieri…) , il terrazzo del palazzo Comunale dove campeggia spesso lo stendardo comunale: i quattro simboli per primi esprimono significati  nascosti, frutto di una lunghissima storia…La croce rossa in campo d’argento, simbolo della continua fedeltà alla Chiesa della Municipalità, certificata fin dal 1157;  l’aquila nera, coronata d’oro, che ricorda il legame con Roma antica ai quali la città di Orvieto (da Urbs Vetus: città vecchia) era sottomessa. Il leone rampante con una spada d’argento e le chiavi di San Pietro è un richiamo al leone fiorentino, detto “Marzocco”, e rammenta la storica alleanza con la capitale toscana. Infine l’oca avente una palla nella zampa destra, si riferisce alle leggendarie oche del Campidoglio sacre a Giunone, che salvarono la città dagli attacchi nemici. La cultura popolare, poi, semplifica e di molto i significati dello stemma e traduce in modo alternativo il simbolo con: la croce, la Chiesa; l’aquila, l’Impero; il leone, la nobiltà locale, l’oca, il popolo che tiene in mano la rupe di Orvieto…Consigliamo di iniziare la visita dalla sommità della torre del Moro – su cui si può salire in parte con ascensore e in parte a piedi – dove dal centro geografico possiamo “spostare lo sguardo” su tutta la città, i sui suoi tetti, i terrazzi dei palazzi, le piazze e andare lontano con lo sguardo oltre la piccola rupe di Rocca Ripesena, fino ai colli Amerini verso Roma e al monte Cetona in Toscana. Un’esperienza per “vedere lungo”…, raccomandabile soprattutto al tramonto dove la luce calda del sole calante aumenta la visione tridimensionale.

Orvieto sotterranea

Non può mancare la visita dell’altra Orvieto, quella sotterranea, una delle chiavi per scoprire la città con i vostri occhi. “Spostiamo così lo sguardo” sotto di noi, alla scoperta dell’Orvieto Underground, del pozzo di S.Patrizio, del pozzo della Cava, nei sotterranei della chiesa di S.Andrea, sotto il Bar Adriano… Esiste una Orvieto nascosta che è stata nel passato protagonista attiva della vita della città. I vostri occhi si soffermeranno in ambienti improbabili, la cantina e il frantoio per le olive a trenta metri sotto il piano stradale, gli antichi colombai, le fucine o le cantine, fino ai dettagli simbolici scavati  nel plastico tufo… La vista poi dello stupefacente pozzo di San Patrizio, a doppia elicoide scavata in negativo nella pietra madre, progettato e realizzato cinque secoli fa da Antonio Cordini (più noto come Antonio da Sangallo il Giovane), vi rimarrà impressa nel ricordo per sempre.

Orvieto in controluce

Spostare lo sguardo” in luci diverse, a seconda delle stagioni. Non è un caso che la città ospiti importanti mostre e laboratori di fotografia, a livello nazionale ed internazionale come ad esempio in Primavera “Orvieto Fotografia”. Scrivere con la luce è facile nella nostra città. Ogni stagione ha una sua particolare e straordinaria luce diversa: vi raccomandiamo di venire a scoprirla, mese per mese. Si parte da Gennaio, dove spesso l’alta pressione si accompagna ad una luce fredda e radente che esalta le forme dei monumenti e gioca con i chiaroscuri. A Febbraio dopo la pioggia l’aria purificata accentua l’intensità dei colori della campagna circostante vista dalla rupe. A Marzo e  ad Aprile le gradazioni dei tanti verdi del suburbio si accompagnano a colori più caldi in città. I palazzi e i monumenti della città sono per lo più edificati in tufo o in pietre vulcaniche dure, basalto, travertino: per questo i colori dominanti sono il giallo-aranciato   o  marrone, il grigio scuro, il grigio-verde e il bianco.

Il giallo della pietra vulcanica in questo periodo si accende  e restituisce atmosfere magiche, nei vicoli, nelle piazzette o lungo le caratteristiche ripe…

L’estate anticipa spesso a Maggio ed è un trionfo di colori, a partire dalle cinquecento rose di Rocca Ripesena/Il Paese delle Rose, fino ai giardini e ai balconi fioriti di Orvieto. Da Settembre si riscaldano i toni, e la luce diventa se possibile sempre più calda e invitante, con numerose incursioni di periodi soleggiati e miti in Ottobre e fino a Novembre inoltrato. Il fall foliage, ovvero il turismo in occasione della spettacolare caduta delle foglie autunnale, ad Orvieto era presente ben prima che lo “inventassero” in estremo Oriente e nel Nord Europa… Saltuariamente d’inverno, da non perdere poi la rara Orvieto imbiancata di neve, un elemento non consueto in città che trasforma del tutto le prospettive e i cromatismi.

OCCHIO A QUEL CHE SUCCEDE IN CITTÀ

Se c’è un periodo, più o meno da Pasqua a fine Giugno, dove si concentrano la maggior parte degli eventi più famosi e tradizionali, come ad esempio la Palombella, il Palio dell’Oca, il Corteo Storico del Corpus Domini, ci sono poi distribuiti tutto l’anno una serie incredibile di eventi che vi riempiranno gli occhi, le orecchie, il palato… 

Festa del Corpus Domini e Corteo Storico
periodo tra maggio/giugno (dipende dalla data di Pasqua).

E’ il principale evento di rievocazione storica della città e celebra il Miracolo Eucaristico cristiano: riunisce il potere religioso, quello laico e tutti i cittadini orvietani, in un corale impegno che dura 365 giorni all’anno fino al fatidico giorno, quando “esce” dal Duomo in processione il Sacro Corporale, il lino macchiato dal sangue di Cristo nel cosiddetto Miracolo di Bolsena. L’esposizione della sacra reliquia, istituita nel 1337 dal governo orvietano, dal 1950 è accompagnata da una sfilata in costumi storici. Così la Festa del Corpus Domini e il Corteo Storico è un occasione unica offerta a tutti per percepire emozioni e sguardi dell’Orvieto medievale, un Comune all’epoca potentissimo, con possedimenti dalla bassa Toscana(Talamone ed Orbetello(=da Orvietello) fino a Pitigliano, Castiglione in Teverina e Bolsena.  Nel corteo storico sono rappresentate tutte le magistrature dell’epoca comunale, oltre agli stemmi e le armi delle famiglie gentilizie, le principali casate orvietane e i quartieri. Il Corteo che esce solo se non piove, si svolge per alcune ore la Mattina della Domenica del Corpus Domini, e attraversa con ritmo cadenzato da tamburi, trombe araldiche e chiarine le vie e le piazze del centro storico. Il Sabato prima del Corpus Domini, sfila per le vie della città anche il Corteo delle Dame e dei Popolani. La festività del Corpus Domini è stata celebrata in occasione del suo 750° anniversario dalla sua prima istituzione (con la Bolla “Transiturus de hoc mundo” del Papa Urbano IV nel lontano 1264) con la proclamazione da parte di Papa Benedetto XVI di un Giubileo straordinario occorso nel biennio 2013-2014 e che ha visto come luoghi protagonisti e centro dell’evento la città laziale di Bolsena e Orvieto, da sempre legate alle vicende del Miracolo Eucaristico.  Da notare che la Festa del Corpus Domini, a differenza di molti altri eventi e palii tradizionali in città del Centro Italia, mantiene ancora intatte le caratteristiche di “festa degli Orvietani”: gli ospiti e i turisti sono tutti e sempre i benvenuti, ma l’evento non è “turistico”, ma una serissima auto rappresentazione di una comunità che si riconosce e si specchia in un passato tanto importante e glorioso, per immaginare un presente e un futuro all’altezza di tanta storia. Il Corteo, con le sue regole non scritte, i suoi tempi e modalità organizzative ed esecutive, “parla di Orvieto agli Orvietani”, e per essi a tutto il mondo. Un’evento, quindi, che ben al di là del puro folclore, esprime in breve il fortissimo legame degli Orvietani per le tradizioni religiose e il loro rigoroso rispetto filologico per costumi e rappresentazioni di epoca medievale, ancora oggi vive e presenti nel tessuto sociale.

La Palombella a Pentecoste

La “Palombella” è un’antica festa orvietana popolare istituita nel 1404 per volere della nobile famiglia Orvietana dei Monaldeschi. Si svolge tradizionalmente nel giorno della Pentecoste, ovvero nella domenica cinquanta giorni dopo Pasqua. La discesa della Palombella (=colomba), è una rappresentazione simbolica della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. Durante l’evento che dura pochissimi minuti a mezzogiorno, una colomba percorre i circa 150 metri da Via Maitani al Duomo, attaccata ad una struttura sospesa in aria su un cavo, per approdare infine incolume su un baldacchino all’entrata del Duomo. L’evento religioso è sentito e partecipato da tutti i cittadini orvietani, molti dei quali se vivono lontani rientrano per l’occasione. L’appuntamento per tutti è nella magnifica Piazza del Duomo.

“Orvieto in Fiore”

In concomitanza con la Pentecoste, si accompagna l’evento di “Orvieto in Fiore“ durante il quale la città, con i suoi terrazzi e davanzali,  si veste di sgargianti e profumati fiori con i colori che rappresentano la storia dei 4 quartieri cittadini. In occasione di questa manifestazione  si disputa il cosiddetto “Palio delle Infiorate e dei Balestrieri”, inoltre nella città viene allestita, per l’occasione, anche una mostra mercato florovivaistica.

Festival Orvieto Musica & Cultura/periodo aprile-maggio

Un festival recente che si ripete periodicamente portando in città grandi nomi della musica, del teatro e della letteratura italiana. L’evento è organizzato dall’Associazione “Orvieto Musica e Cultura”. Numerosi appuntamenti “del fare arte”: dal reading al teatro, alla musica d’autore, il tutto nelle splendide location di Orvieto: Duomo, chiesa di San Francesco, chiesa di Sant’Agostino e Teatro Mancinelli.

Orvieto Folk Festival / periodo Agosto

E’ una manifestazione musicale collegata al circuito regionale di Umbria Folk Festival. Propone dopo Ferragosto un viaggio appassionante tra musica, enogastronomia, tradizioni popolari e culture diverse con la partecipazione di grandi artisti di livello nazionale ed internazionale nonché di interessanti gruppi emergenti e novità dal mondo della musica.

Al festiva si accompagna un ampio spazio per degustazioni ed aree ristoro dove gustare prodotti tipici locali orvietani e regionali, nella cornice di Piazza del Popolo.

La Castellana-Orvieto Cronoscalata della Castellana

Una tradizionale gara di velocità automobilistica da oltre 40 edizioni, con vetture d’epoca e moderne, che corrono in diverse categorie. La gara si svolge in un weekend di maggio e ha validità per il campionato italiano e coppa CSAI della montagna.

La gara si svolge in due manches a tempo lungo la tortuosa e affascinante strada statale che dall’abitato di Ciconìa, precisamente in località San Giorgio, si prolunga salendo in direzione del paese di Colonnetta di Prodo verso il Monte Peglia. Lungo una distanza totale di 7,2 chilometri, si alternano  rettilinei e sinuosi impegnativi tornanti. Per  informazioni sito: www.lacastellanaorvieto.it

Tempo di Sagre ad Orvieto

Il territorio di Orvieto dalla tarda primavera fino al periodo autunnale si riempie di sagre e feste di carattere eno-gastronomico con alcuni imperdibili appuntamenti per gli amanti dei piatti tradizionali locali. Alcune sagre sono recenti mentre altre contano ormai oltre trenta edizioni.

Le sagre si concentrano prevalentemente nel periodo estivo e si svolgono nell’immediato comprensorio orvietano, in piccoli incantevoli paesini e borghi umbri.

Qui di seguito l’elenco di alcune delle principali sagre paesane locali nel territorio orvietano e dintorni:

Sagra degli Gnocchi (Sugano)
Sagra dell’ Oca (Camorena-Corbara) – Giugno
Sagra degli Umbrichelli (Canonica)

Sagra degli Gnocchi (Guardea) – Luglio e Agosto
Sagra del Cinghiale (Guardea) – Luglio e Agosto
Sagra della Focaccia (Cerreto)
Festa della Birra (Schiavo)
Festa della Birra (Sferracavallo)
Sagra della Cannelletta (Castelviscardo) – Agosto
Festa del Vino (Castiglione in Teverina) 
Sagra del Bosco (Sferracavallo) – Settembre
Sagra del Cinghiale (Montecchio)
Sagra della Focaccia (Cerreto – Baschi) – AgostO
Sagra del Cinghiale (San Venanzo)
Sagra della Polenta (Allerona Scalo)

Sagra degli Gnocchi (San Lorenzo Nuovo) – Agosto
Mostra Mercato del Tartufo (Fabro) – Novembre
Festa dell’ Autunno (Ciconia) – Ottobre
Festa del Tartufo nero Estivo (Ciconia) – Agosto
Le date e la programmazione delle sagre possono, di volta in volta, essere soggette a cambiamenti, pertanto non vengono proposte in dettaglio.

Umbria Jazz Winter / nel periodo di Capodanno

Storica manifestazione per gli amanti della musica jazz. Da quasi trent’anni propone una raffinata e originale rassegna di concerti in palazzi storici e a teatro nel periodo di fine anno. Concerti e bande musicali per tutto il periodo della manifestazione e concerti gospel in Duomo. Informazioni www.umbriajazz.com

Altri Eventi attorno, facendo base ad Orvieto Aroma Rooms:

I Misteri di Santa Cristina (Bolsena VT) – a fine luglio

Allestimento di quadri lungo le vie della città con rappresentazione vivente delle scene del martirio della Santa.

Trasporto della Macchina di Santa Rosa (Viterbo) – 3 settembre

Storico evento religioso in onore della celebre Santa protettrice della città dei Papi.

Ovo Pinto (Civitella del lago/Comune di Baschi TR) – periodo di Pasqua

Nella bella zona del Lago di Corbara, si svolge  da anni questa manifestazione nella quale vengono esposte uova dipinte in occasione della Pasqua(sede:  Museo dell’Ovo Pinto).

I Pugnaloni (Acquapendente VT) – maggio/giugno

Esibizione e rappresentazione dei Pugnaloni, creazioni di immagini e raffigurazioni con mosaici di fiori e piante.

Torre Alfina Blues Festival summer (Torre Alfina- Acquapendente VT) – fine luglio.

Manifestazione musicale nel suggestivo scenario di questo incantevole borgo medievale. Ottimi gelati artigianali e visita al Castello dell’Alfina.

 

DOVE METTERE IL NASO E ASSAPORARE

Orvieto a tavola, il buon umore

Naso e gusto sono inscindibili. Lo sanno bene i gastronomi, i cuochi e tutti gli appassionati di cucina e vino. Il profumo del pane appena sfornato che esce dalle varie panetterie, tra cui una proprio a due passi dal nostro Orvieto Aroma Rooms, è un filo che che ci guida tra i vicoli e le piazze. Cosa consigliare per prime se non le lumachelle? Provate a chiederle al forno da Mario o lungo il Cordone. A proposito di aromi e profumi: il profumo dei fiori è da sempre e ovunque nel mondo una delle stimolazioni sensoriali più gradite a donne e uomini. E visitando Orvieto non si può prescindere dalle rose che portano a Rocca Ripesena, “Il Paese delle Rose” dove si trova peraltro  la nostra stanza Verde di Orvieto Aroma Rooms, incastonata tra gli olivi e le rose. A Rocca Ripesena un Roseto didattico curato dai volontari dell’Associazione Genitori A.Ge e dal Comune di Orvieto, consente in stagione di percepire profumi variegati e complessi di oltre 500 diverse tipologie di rose, e durante tutto l’anno di acquistare oli essenziali, profumi, saponi ricavati con essenza di rose ed altri erbe spontanee e fiori. Tra questi, la Ginestra, la Monarda, l’Elicriso, il Rosmarino, la Salvia, la Menta, l’Origano, l’Acacia: è un tripudio di profumi. Non possiamo in quanto al gusto (ma anche all’odorato), dimenticare la pianta dell’olivo e i suoi frutti, olive ed olio. Ad Orvieto, peraltro, si produce in alcuni frantoi una limitata quantità di olio extra vergine d’oliva estremamente pregiato, iscritto alla DOP Umbria con la denominazione Sottozona “Colli Orvietani”. Tra i primi di Ottobre e la metà Novembre, l’esperienza di raccogliere le olive e di assistere alla frangitura nei frantoi con la produzione del fragrante olio novo, è davvero raccomandabile a tutti, bambini inclusi: una sinestesia di tutti i sensi, accompagnata da una semplice ma raffinatissima bruschetta di pane orvietano con un filo d’olio profumato di “verde”,  appena premuto a freddo.

DOVE E’ IL GUSTO

Conoscere i prodotti per apprezzare la tavola

Le lumachelle orvietane sono strisce di pasta di pane con formaggio e pancetta, arrotolata a forma di lumaca, gustose da mangiare a metà mattina, come antipasto, aperitivo accompagnandole ad un analcolico o ad un calice di Orvieto Classico DOC, oppure a merenda. Tra i prodotti da forno, non dimentichiamo poi i grissini con le olive, la pizza al taglio, quella bianca oppure la rossa in vari tipi, e per rimanere tra i salati, anche le tortucce tipiche di Orvieto, i taralli e i tarallucci. Da padrona nel periodo pasquale la fanno le tipiche Pizze di Pasqua, dolci e salate: sono alte torte con formaggio e  spezie, a lunga lievitazione, che si mangiano tagliate a fette la mattina di Pasqua insieme ai salumi straordinari della norcineria orvietana, in particolare capocollo e prosciutto tagliato al coltello; la Pizza dolce si accompagna col cioccolato.

La ristorazione è in larga massima tradizionale in città e fuori, e non mancano ristoranti di tendenza con esperienze innovative che presentano ricette basate sui  prodotti locali ma che sanno esaltare il fresco ed il leggero, l’associazione originale dei sapori e degli ingredienti. C’è solo l’imbarazzo della scelta: sono oltre 100 i ristoranti ad Orvieto, luoghi raffinati ed anche antiche taverne ed osterie ti offrono carne alla brace, porchetta, piccione(ad esempio in stagione, la palomba alla leccarda), umbrichelli (spaghettoni fatti a mano con farina di grano tenero, acqua e sale) al sugo, all’aglione  o al tartufo di Fabro, paste alla carbonara e all’amatriciana da leccarsi i baffi, verdure dell’orto saltate in padella, il tutto innaffiato dal nostro vino bianco “Orvieto Classico DOC”, il “Rosso Orvietano DOC” e il “Lago di Corbara DOC”: pochi sanno che circa il 60% dell’intero vino a DOC dell’Umbria con 11 denominazioni, proviene dalle tre DOC orvietane, a significare l’estrema importanza del vino per questa terra. Numerosi e sempre più importanti i vitigni autoctoni, Grechetto, Verdello, Drupeggio, Procanico, Trebbiano Spoletino e le Malvasie come varietà a bacca bianca, oltre a Sagrantino, Sangiovese e Ciliegiolo fra quelle a bacca nera, che si accompagnano ai vitigni internazionali di importazione, come lo Shiraz, lo Chardonnay, il Merlot e da ultimo anche il Viognier, con ottimi risultati.  Per i più golosi le pasticcerie e le cioccolaterie di Orvieto lasciano un segno indelebile nel gusto e nell’occhio. Verificare per credere. Ad esempio degustate la torta al semolino, la zuppa inglese, la torta al cioccolato, i tortini al riso, il diplomatico, o semplicemente le varietà di cioccolato artigianale prodotte in loco. Anche l’arte gelatiera è qui molto importante e riconosciuta, con alcune gelaterie artigianali che producono tutto l’anno straordinari gelati a base di prodotti di qualità stagionali. Al termine non può mancare un bicchierino di Svinnere(=vino di visciole invecchiato e concentrato in barili col metodo Soleras), che lascia un sapore di amarena che ti mette di buon umore.

Perché ad Orvieto si mangia bene e sano?

Questi in sintesi gli “ingredienti” alla base del particolare interesse per l’enogastronomia Orvietana e l’eccellenza del cibo e del bere orvietani:

la posizione geografica e l’elevata qualità media dell’ambiente naturale: se il Comune di Orvieto conta 281 kmq di estensione, sono oltre 1000 i kmq circa appartenenti ad un’area vasta tra l’Umbria sud occidentale, la Toscana meridionale e il Lazio del nord, che gravitano attorno alla rupe. Per molti chilometri attorno ad Orvieto, l’ambiente è mediamente sano, con acqua aria e suolo da primato di qualità, un clima ideale, poco continentale e molto mediterraneo.
la posizione di confine: è una delle ragioni, assieme all’influsso della Corte Papale che periodicamente sui insediava ad Orvieto, che hanno determinato in loco un insieme di influssi gastronomici, dalla costa Tirrenica fino a Roma, dal Perugino alla Sabina fino alla Bassa Teverina.
I prodotti

Ad Orvieto non mancano autentiche sorprese in tavola, come ad esempio la presenza di aromi, erbe e spezie,  come il pregiato tartufo bianco di Fabro (Tuber magnatum pico) o il Nero scorzone, la cannella, la vaniglia, i chiodi di garofano, il pepe, lo zafferano del Peglia, di Parrano e di Città della Pieve, documentato già nel XV secolo, e il dragoncello (l’estragon di derivazione francigena). Le erbe aromatiche  in stagione e non , impreziosiscono tutte le pietanze. Tra i latticini, segnaliamo il Pecorino affinato in grotta di tufo, il Pecorino Canestrato,  il Pecorino Cenerino(stagionato nella cenere), e alcune produzioni locali di straordinari formaggi freschi caprini(solo in stagione). Tra le orticole, il cardo gobbo incartato, il fagiolo secondo del piano(Presidio Slow Food), fave, ceci, cicerchie, piselli, ecc..  La cucina locale è oggi basata su questi e su altri prodotti stagionali d’eccellenza disponibili in loco, come la cacciagione e le carni pregiate(la straordinaria Chianina, oppure la Cinta Senese, l’oca tradizionale e il palombaccio), il pesce di lago(come ad esempio il Coregone) e quello di fiume. Davvero straordinaria la tradizione norcina: i salumi (prosciutto, spalla, capocollo, lombetto) e le norcinerie(sanguinacci, coppa di testa, budelluzzi, zampetti, salsicce e mazzafegate, baffo, ventresca),

I piatti della tradizione

I piatti sono ancora oggi in larga parte ispirati al calendario delle feste religiose e dei riti agrari.   

Pani e paste. Le bruschette, piatto povero nato nei frantoi al tempo della molitura per assaporare l’olio novello, impreziosite dall’olio extravergine d’oliva D.O.P. Umbria/sottozone “Colli Orvietani” e “Colli Martani”, da purea di fave con finocchio selvatico, da fagioli, da pomodoro o salsa al tartufo; le pizze o torte di Pasqua, sorta di panettoni lievitati, salate al formaggio oppure, a Orvieto, anche dolci da accompagnare con il cioccolato; le lumachelle, un prodotto da forno a forma di piccola chiocciola, da accompagnare(come per i ciambellini all’anice e i maritozzi) con un bicchiere di vino; per Carnevale, castagnole, frappe e cicerchie, per San Giuseppe si fanno le squisite frittelle di riso.  Tra le paste asciutte gli ombrichelli(o umbrichelle), sorta di spaghettoni di pasta fatti a mano, conditi con sugo d’oca e fegatini, o all’aglione, le pappardelle al sugo di lepre, le fettuccine al cinghiale, i ravioli spinaci e ricotta, i tagliolini in brodo di tinca. Tra le focacce, verso il Perugino la torta sotto ‘l foco con le salsicce e le rape, una schiacciata tradizionale, e  le tortucce, grandi  paste fritte. Nei paesi dell’Alto Orvietano, ai confini con la Toscana, panzanella, pici, acqua cotta e  zuppe. Le carni. Il “gran braciere umbro”, con  grigliate di carni alla brace(Chianina), selvaggina arrosto o in umido, maiale(in porchetta), lepre o coniglio con le olive, la gallina ‘mbriaca a Orvieto,  l’oca, nel sugo per le tagliatelle oppure arrosto, la palomba o il piccione alla leccarda, o e la coratella d’agnello,  la frittata con le erbe,  le frittelle di cardo o di cavolfiore.

I legumi e i cereali. Numerose sono le zuppe, come quella di farro e lenticchie, di ceci, di cicerchie, con i fagioli o i piselli. Le fave sono conservate con metodi tradizionali e servite come antipasto.

Il pesce di lago. La sbroscia(zuppa) di pesce di lago, il coregone arrosto, carpa, tinca, latterini, il pesce gatto a Corbara.

La frutta. La pera di Monteleone, cultivar oggetto oggi di attenzione assieme ad altre varietà a rischio di estinzione come le visciole, le sorbe, le pesche della vigna, o la susina Scosciamonica.

Il miele. Mieli speciali con numerose essenze, dal castagno all’acacia, dal corbezzolo al tiglio, dal bosco umbro al millefiori.

Da provare: la misticanza di insalate varie ed erbe di campo spontanee, acquistabile al mercato di Orvieto. Il Mercato cittadino bisettimanale, in piazza del Popolo Giovedì e Sabato, è un momento sociale e commerciale, ma anche un’occasione per conoscere alcuni prodotti stagionali del tutto particolari, presenti in alcuni banchi al lato ovest della piazza.

I vini

Lungo il Tevere tra Todi e Orvieto la vite si alleva con successo da almeno duemila cinquecento anni. Le produzioni di alta qualità si sono oggi ampliate dal pregiato Orvieto Bianco Classico a base di vitigni tradizionali(Grechetto, Procanico, Drupeggio, Verdello, Trebbiano toscano), ad altri vitigni come lo Chardonnay e lo Sauvignon, oppure ai rossi, sempre più apprezzati ed importanti. Grande attenzione sta riscuotendo il Grechetto, sia come vitigno che come vino prodotto anche nel Tuderte, con una particolare varietà “parente stretto” col Pignoletto Boilognese. Le D.O.C. sono cinque:  la DOC “Orvieto”, nelle versioni Classico, prodotto da uve della ristretta area della valle del Paglia, e Superiore, con minimo 12° e quattro mesi di affinamento;  la DOC “Rosso Orvietano”,nei tipi: Rosso, Aleatico, Cabernet, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Canaiolo, Ciliegiolo, Merlot, Pinot Nero, Sangiovese; la DOC “Lago di Corbara”, nei tipi Rosso, Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Nero.; la DOC “Colli Martani”, nei tipi “Trebbiano”,”Grechetto”, “Grechetto di Todi” e “Sangiovese”, e la DOC “Colli Amerini”, con i tipi “Bianco”, “Rosso”,”Novello”,”Malvasia”, “Rosato”, “Merlot”.

  

dove scoprire con mano

Arte e Artigianato viaggiano assieme, da sempre

Una città che da tremila anni almeno produce ceramica, ha una profondissima tradizione di eccellenza. Il Museo Archeologico “Faina” in piazza Duomo offre un itinerario completo dall’epoca preistorica agli Etruschi, fino al Medioevo , con produzioni di artigianato d’arte di grande  pregio e raffinatezza, a testimonianza dell’importanza dell’antica Orvieto. Oggi la ceramica d’arte è uno dei momenti culturali ed economici più importanti della città: fortunatamente sono attive ancora alcune botteghe artigiane di ceramica che realizzano e tramandano questa arte.  In Piazza del Popolo è stato recente istituito un centro multimediale di informazione sulla Ceramica. Ma artigianato ad Orvieto non è solo ceramica: ci sono laboratori di tessuti tradizionali, merletto Orvietano, cuoio , ferro battuto, oro, vetro. Sono innumerevoli le botteghe dove acquistare e poter toccare con mano la lavorazione e la decorazione di pezzi talvolta unici. Il legno: qui tocca aprire un capitolo a parte: a seguito dell’esperienza illuminante ed unica della Famiglia Michelangeli, dopo sette generazioni di falegnami artisti ed artigiani, oggi siamo all’apice di un ‘attività creativa di successo che è parte integrante dell’essere orvitano. A seguito dell’esperienza di Gualterio Michelangeli e delle figlie e nipoti, oggi l’artigianato artisticità del legno orvietano ha avuto nuovi imprenditori che si cimentano con questa  arte tanto difficile. 

 

DOVE SENTIRE

Le note del piacere

Orvieto è una città musicale…A partire dal grande evento di Umbria Jazz Winter che da circa trent’anni  nobilita l’inverno orvietano,  non dimentichiamo il Coro del Duomo, e i cori minori presenti in città, non chè l’importante Scuola Comunale di musica “Casasole”. Sono numerosi i bar, i pub o le enoteche che offrono musica anche dal vivo in fascia serale. Ma la magia dei suoni di Orvieto non finisce qui: tocca considerare l’ascolto della natura possibile sia in città sia in campagna, il fischiettare di  passeri, pettirossi, merli, il rintocco periodico delle campane di chiese e cappelle che sono nell’intero centro e nelle frazioni, il suono lontano del treno, i bambini che sciamano felici uscendo da scuola. Anche questo fa parte del sound della città.

 

DOVE ESSERE SLOW

Prendetevi il tempo che vi serve

Orvieto è anche la capitale delle Cittaslow internazionali. Cosa significa? come scoprire lo “slow” che c’è in noi, approfittando dell’ospitalità ad Aroma Rooms? Orvieto, ma anche qui vicino Parrano, Todi, Monte Castello di Vibio, Acquapendente, Amelia, Castiglione in Teverina o Città della Pieve, oltre che per i loro patrimoni monumentali e naturali, l’urbanistica modello, e l’equilibrio tra città e campagna, sono ormai note  tra i buongustai di tutto il mondo per essere  Cittaslow, ovvero città ispirate al movimento internazionale Slow Food. Rallentate ma non lente, piccole ma consapevoli della propria storia e delle eccellenze che le circondano, puntano tutto sulla “buona accoglienza e sul buon vivere”, cibo e vini compresi. Cittaslow però non è solo food: visitate la Sede centrale al secondo piano di Palazzo dei Sette: qui c‘è un vero centro internazionale del buon vivere, progetti sociali ed economici che migliorano le performance in oltre 30 paesi e oltre 250 città, promuovendo con applicativi concreti spesso testati anche ad Orvieto, la sostenibilità, la messa in valore della memoria, la responsabilità sociale condivisa.  Tanti ne parlano oggi, qui si fa. Non c’è Smart senza Slow è il loro slogan!

 

INNAMORATI DI ORVIETO

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